Museo dei Bronzi Dorati e della Città di Pergola
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San Giovanni Battista

Realizzata in gesso duro policromo

Il busto di san Giovanni, caratterizzato da un raffinato effetto cromatico, deriva probabilmente dall’immagine del Battista che l’artista raffigurò nel 1490 nella Pala Manzuoli

La piccola tavola raffigurante san Giovanni Battista venne donata al Comune nel 1817 dalla nobile famiglia pergolese Guazzugli-Tarducci. Nel 1998 il dipinto, di alta qualità artistica, è stato sottoposto a un intervento di restauro che ha permesso il recupero di uno stato ottimale di lettura. Da un esame approfondito è emerso che, con buona probabilità, nonostante la presenza di alcune parti apparentemente mancanti, la tavola non subì tagli o decurtazioni. Ciò è confermato dall’osservazione delle zone parzialmente nascoste dalla cornice, come la mano destra del santo o la parte superiore della croce di canne, che risultano essere invece interamente realizzate. Il fatto che l’opera sia stata concepita fin dall’inizio con questo formato viene attestato anche dalla presenza, nel retro della tavola, di scanalature in cui erano posti due supporti orizzontali in grado di sostenere il peso di un dipinto di non grandi dimensioni.

Il volto del santo risulta molto caratterizzato dal punto di vista fisionomico, tanto da far pensare a un ritratto del committente che forse ha voluto farsi raffigurare sotto le spoglie del suo santo protettore. La supposizione che ci troviamo di fronte a un ritratto è avvalorata dalla scelta del fondo uniformemente dipinto di scuro, usato dai pittori rinascimentali in opere di tale genere pittorico.

Inizialmente attribuito a Giacomo Raibolini, dopo il restauro il dipinto è stato ricondotto al padre Francesco, detto il Francia4, che può essere considerato uno dei pittori più eleganti e raffinati del Rinascimento. Noto ai suoi tempi anche come orefice, durante la sua attività ricevette molte commissioni da parte dei Bentivoglio, signori di Bologna, e nel 1506 divenne il pittore di corte dei Gonzaga a Mantova. La sua formazione sembra legata allo studio dei ferraresi Ercole de’ Roberti e Lorenzo Costa; successivamente, verso la fine del Quattrocento, Raibolini modificò il suo modo di dipingere grazie all’incontro con Perugino, da cui riprese lo stile dolce, delicato e sentimentale.

Il busto di san Giovanni, caratterizzato da un raffinato effetto cromatico, deriva probabilmente dall’immagine del Battista che l’artista raffigurò nel 1490 nella Pala Manzuoli5, oggi esposta all’interno della Pinacoteca Nazionale di Bologna. Pur se esistono alcune differenze, la posa del santo è la stessa, così come l’abbigliamento e la mano destra indicante. Riguardo allo stile utilizzato, il Francia cerca di superare la maniera dura e tagliente tipica della scuola ferrarese del Quattrocento attraverso una pittura più morbida, che suggerisce la sensazione del movimento in modo da far apparire i suoi personaggi più veri, come risulta evidente osservando il volto del santo. Tale espressionismo stilistico non si ritrova nella resa pittorica dei panneggi, delle mani e del braccio destro, che, seppur realizzati nei minimi particolari, non sembrano appartenere a una persona viva e reale. Questa discontinuità nello stile pittorico potrebbe far pensare a un intervento della bottega: per questo l’opera è stata attribuita e non assegnata con certezza al bolognese Francesco Raibolini.

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